Pritzker Architecture Prize 2021: Anne Lacaton and Jean-Philippe Vassal

di Web Staff

Compasses Magazine

Anne Lacaton e Jean-Philippe Vassal sono i vincitori del Pritzker Architecture Prize 2021, il più prestigioso premio di architettura che riconosce il lavoro di un architetto vivente in grado di dimostrare, attraverso le proprie opere costruite, un insieme di qualità per la comunità, la società e l’ambiente costruito.

Il lavoro degli architetti francesi, sin dalle prime esperienze, ha posto le basi per una ridefinizione delle questioni che sono divenute proprie del dibattito architettonico contemporaneo: riutilizzo dell’esistente, miglioramento delle condizioni abitative, definizione di un’architettura ecologica, utilizzo di budget ridotti e accessibili.

La loro ricerca è incentrata su un’architettura rivolta prima di tutto all’uomo, un’architettura capace di sintetizzare i valori sociali, culturali, politici delle complesse città che abitiamo. Come ha commentato Alejandro Aravena, presidente della giuria del premio Pritzker: “Lacaton e Vassal sono radicali nella loro delicatezza e audaci nella loro discrezione, bilanciando un approccio rispettoso ma diretto verso l’ambiente costruito”.

Dalle più piccole opere residenziali fino ai più grandi edifici pubblici hanno perseguito un approccio sperimentale e nello stesso tempo accurato provando sempre a fare emergere le necessità dell’uomo. Infatti, se nel progetto per Latapie House del 1993 il rapporto con l’esistente diviene l’occasione per definire un’architettura di assemblaggi, nella Cap Ferret House del 1998 questa relazione stabilisce nuove forme di equilibrio con gli elementi del paesaggio che divengono veri protagonisti degli interni domestici.

Dal FRAC Nord-Pas de Calais, un grande contenitore pubblico che avvia una serie di ragionamenti sulle strutture industriali dismesse come nuovi centri potenziali di riattivazione urbana, fino ai grandi edifici di abitazioni – i logements di Bruxelles, il nuovo complesso residenziale e di uffici a Chêne-Bourg – i loro lavori sottolineano la necessità di pensare all’architettura come qualcosa di ancora necessario proprio nella definizione di quei frammenti spaziali tra il dentro e il fuori, il pubblico e il privato, il vecchio e il nuovo, come passaggi sostanziali a definire nuovi spazi di vita.

Photo courtesy Philippe Ruault

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