L’Isola dei Musei Biesbosch, attraverso l’acqua

di Mara D'Avino

Compasses Magazine

Nel Parco Nazionale De Biesbosch, fondato all’indomani di una nota alluvione del 1421, che causò la nascita della zona umida in cui è collocato, sorge la Biesbosch Museum Island.

Il Museo racconta le passate lotte tra l’uomo e la natura e le sfide del presente per restituire a madre natura ampie zone umide, in vista dei cambiamenti climatici. Il primo corpo di fabbrica risale al 1994, ma, a causa del crescente numero di visitatori, viene presto rinnovato e ampliato nel 2015 ad opera dello Studio Marco Vermeulen.

L’intervento ha trasformato interamente il corpo originario sia nella struttura che negli spazi dell’esposizione permanente; l’ampliamento è finalizzato ad ospitare l’esposizione temporanea – firmata dallo Studio Joyce Langezaal – e il bistrot biologico; sull’isola, infine, sono stati realizzati un modello acquatico del Biesbosch e un parco della marea di acqua dolce. 

Alla base del progetto e del processo realizzativo del nuovo braccio c’è la chiara esaltazione dell’approccio olandese alla gestione dell’acqua, con un esito unico nel suo genere, che ha visto l’edificio nominato per il premio Building of the Year 2016 della rivista online ArchDaily e premiato con due riconoscimenti all’Architizer Awards del 2016.

La filosofia alla base del progetto e della costruzione della nuova ala è orientata alla sostenibilità degli interventi, anzitutto attraverso il reimpiego delle terre di scavo per la realizzazione di nuove isole nella laguna e con la scelta di salvare la struttura esagonale dei padiglioni originari. L’intero edificio è circondato da sterri e coperto da un tetto verde coltivato a prato e arbusti. L’oggetto di land art aggiunge valore ecologico e una piega nel tetto lascia il posto a un avventuroso sentiero di montagna, con tanto di vista verso lo straordinario paesaggio paludoso circostante.

Le azioni eco-orientate si estendono al controllo del microclima interno: i volumi – esistente e nuovo – sono progettati per ridurre al minimo il consumo di energia. Le larghe vetrate lasciano godere della luce solare e consentono di ammirare il parco, mentre i vetri selettivi impediscono al calore di entrare all’interno degli ambienti, evitando l’utilizzo di oscuranti e minimizzando il consumo di energia. I lavori di sterro sul lato nord-ovest e il tetto verde servono come ulteriore isolamento e cuscinetto termico. Un sistema di riscaldamento e raffrescamento a pavimento garantisce il controllo della temperatura. Nelle stagioni fredde è alimentato da una caldaia a biomassa, nelle stagioni calde l’acqua del fiume scorre attraverso le stesse tubazioni per raffrescare l’edificio.

La sostenibilità spinta dell’edificio comprende la purificazione delle acque reflue sanitarie attraverso un filtro al salice, primo esempio nei Paesi Bassi, con un riconoscimento della cultura di vimini del Biesbosch. I salici assorbono le acque reflue e le sostanze in esse contenute, tra cui azoto e fosfato. Queste sostanze agiscono come nutrienti e aiutano la crescita del salice. L’acqua purificata viene reimmessa nella zona umida adiacente, per poi raggiungere il fiume. Una volta che i salici vengono segati e asciugati, il legno può essere utilizzato come combustibile nella caldaia a biomassa del museo o per altri scopi, in una logica di funzionamento circolare.

La sostenibilità ha interessato il processo edilizio e la gestione dell’edificio in esercizio con il coinvolgimento e la partecipazione di volontari, appaltatori e operai locali e con l’utilizzo di risorse disponibili localmente per il menù del ristorante e micro-birreria biologici; all’interno dello spazio per l’arte i materiali utilizzati sono provenienti dal Biesbosch.

L’Isola dei Musei è un parco di marea d’acqua dolce, alimentato da un torrente artificiale che riceve l’acqua del fiume. Le maree e le variazioni stagionali dei livelli dell’acqua possono essere chiaramente sperimentate grazie alla leggera pendenza delle rive lungo il torrente. Le piste creano anche una ricca diversità di flora e fauna, in modo che ogni visita sull’isola sarà diversa. Un percorso tortuoso fornisce l’accesso all’isola, che cambia continuamente aspetto a causa del cambiamento dei livelli dell’acqua. Sull’Isola dei Musei è stata realizzata, infine, la Biesbosch Experience, un modello in scala del Biesbosch, con polder, dighe e corsi d’acqua, che spiega la gestione idrica del complesso e l’importanza dell’area quando i livelli dell’acqua sono alti. Nel giro di mezz’ora, l’acqua passa da “estremamente bassa” a “estremamente alta”. Bambini e adulti sono in grado di modificare il corso d’acqua azionando vari tipi di serrature.

Il Biebosch è, per antonomasia, sinonimo di biodiversità e trasformazione sostenibile del territorio. Il progetto dello Studio Marco Vermeulen ha saputo reinterpretare con sensibilità la vocazione del luogo e di quello che rappresenta, soprattutto attraverso le azioni sulla qualità del costruito e sulle sue ricadute sulla biosfera, stabilendo un nuovo equilibrio tra l’azione antropica e le specie animali e vegetali autoctone: l’intervento dimostra che l’architettura, sebbene rientri nella sfera delle azioni ordinatrici, appartiene di diritto a «i sistemi aperti», ossia «progetti flessibili, mutevoli, crescenti».

Credits

Image credits

Photos: Ronald Tilleman

Drawings: Studio Marco Vermeulen

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