L’hotel Mandarin Oriental: un assaggio del lussuoso stile di vita milanese

di Daria Verde

Compasses Magazine

Non sembra un caso che il Mandarin Oriental Group, rinomato marchio internazionale che gestisce hotel di lusso, resort e residenze in tutti i cinque continenti, abbia scelto di acquistare il primo albergo italiano nella capitale mondiale della moda e del design

Situato nel cuore storico di Milano, a pochi passi dal Duomo e dal Quadrilatero della moda, il Mandarin Oriental, la cui progettazione è stata affidata agli architetti Antonio Citterio e Patricia Viel, segue un progetto fortemente radicato nell’atmosfera della città, in accordo con la politica del gruppo alberghiero, che nei suoi circa 50 hotel a cinque stelle punta a offrire un’autentica esperienza dello stile di vita locale, piuttosto che riproporre un’immagine omologata e riconoscibile. Una grande responsabilità dunque per lo studio milanese: quella di rappresentare l’essenza della propria città, realizzando al tempo stesso un hotel unico e prezioso in grado di offrire un soggiorno indimenticabile.

Il progetto iniziale prevedeva il restauro di quattro edifici del XVIII secolo, situati in una delle zone più eleganti di Milano, ognuno dei quali in grado di rivelare un inusuale spaccato dell’aspetto più domestico e privato della città, che dietro le sobrie facciate nasconde giardini e cortili interni ricchi di sofisticati dettagli. La sfida intrapresa dagli architetti è stata dunque quella di adattare gli spazi della preesistenza alle nuove funzioni, mantenendo e valorizzando il più possibile gli elementi autentici, così da non alterarne il fascino e il valore storico: le facciate, i cortili e i principali elementi architettonici sono stati preservati, generando un inedito dialogo tra questi e i nuovi spazi interni. Questa scelta conservativa ha comportato una disposizione degli ambienti irregolare, generando 104 camere tutte diverse l’una dall’altra, ognuna caratterizzata in modo unico dagli affacci, dalla distribuzione degli spazi e persino dall’altezza degli ambienti. Inoltre, la scelta di unire i quattro edifici, lasciando la possibilità di accedervi da varie parti, ha conferito ai luoghi del Mandarin un ruolo di nodo e scambio all’interno del tessuto urbano storico, rendendolo esemplificativo dell’accoglienza della città.

Il progetto di interior design è stato curato nel dettaglio dallo studio milanese, che ha proposto come filo conduttore di tutta la struttura l’uso sapiente del colore e di materiali naturali come il marmo, in una contaminazione di stili capace da un lato di creare un ambiente sofisticato e lussuoso e, dall’altro, di trasmettere un’atmosfera domestica. L’ispirazione principale è stata tratta dai caratteri tipici dell’eleganza e del gusto che hanno reso Milano famosa nel mondo, guardando in particolare alle dimore tradizionalmente abitate dall’alta borghesia cittadina negli anni Trenta e Quaranta, la cui concezione si adatta perfettamente allo stile e all’idea dell’abitare dello studio Citterio Viel. Il lavoro di maestri del design italiano, come Piero Portaluppi, Gio Ponti, Asnago e Vender, ha dunque ispirato il progetto, contribuendo all’identità milanese degli interni e all’espressione di sentimenti domestici e familiari. In linea con la tradizione locale del design residenziale, gli architetti hanno sfruttato la creazione di temi cromatici, particolarmente in voga nelle dimore milanesi della prima metà del Novecento, per indicare le diverse funzioni degli ambienti. Le nuances pastello dei toni del rosso, del verde e del giallo connotano l’ingresso dell’hotel, mentre il bar ha un tema in bianco e nero e i toni verdi del ristorante si abbinano agli stipiti di marmo verde delle finestre del cortile.

Questi accorgimenti, uniti alla grande attenzione nella cura del dettaglio tipica del Made in Italy, conferiscono all’ambiente un’atmosfera domestica e confortevole che pervade tutte le aree comuni, al punto che, entrando nella hall dell’albergo, ci si aspetterebbe di essere accolti dalla padrona di casa in quello che appare un luminoso e raffinato salotto, dominato da un grande camino e arredato con complementi da residenza moderna in cui convivono armoniosamente diversi stili. Il pavimento in pietra grigia dell’ingresso collega l’hotel fisicamente e visivamente con il cortile che conduce su via Andegari, instaurando un dialogo tra interno ed esterno.

Le due eleganti corti, che rappresentano la naturale estensione degli spazi raffinati e confortevoli dell’hotel, ospitano gli ambienti dedicati alla ristorazione. Il Mandarin Bar, con la sua atmosfera accogliente in stile lounge data da divani avvolgenti, tavoli bassi e luci soffuse, è considerato il cuore pulsante dell’hotel. Il pavimento e le pareti ricoperte di mosaici in marmo bianco e nero dai pattern geometrici, combinati con il grande bancone centrale, si riflettono con giochi di luce cromatici e suggestivi nel soffitto riflettente, rendendo l’atmosfera vivace e dando un tocco eclettico al design generale dell’hotel. Il ristorante Seta, con i suoi pavimenti e soffitti in legno, che gli conferiscono un’atmosfera più pacata, è accessibile sia dal bar che da un ingresso indipendente, diventando una destinazione non solo per gli ospiti dell’hotel ma anche per tutti i milanesi che vogliono cenare in uno dei migliori ristoranti della città.

In contrasto con l’esuberanza delle aree pubbliche al piano terra, l’atmosfera nella zona notte dell’hotel è più intima e riflette l’altro aspetto del lussuoso stile milanese, più sobrio e neutro. La palette di colori impiegati nelle camere comprende i toni del beige per i tessuti, delicatamente combinati con il bianco e il nero, e in contrasto con il viola, che accende con diverse nuances i rivestimenti in velluto delle poltrone, le tende e gli arabeschi dei tappeti.

Il rispetto per la conformazione originale della preesistenza ha comportato la necessità di collocare le suite più lussuose ai livelli inferiori (i piani nobili degli edifici), mentre nelle camere poste ai piani attici (originariamente destinati alla servitù) l’altezza dei soffitti viene compensata da grandi finestre e da terrazze private. Qui è possibile rilassarsi godendo di una bellissima vista sui palazzi storici del centro e, in alcuni casi, anche sulle celebri guglie del duomo.

La cura dei dettagli regna ovunque. Ogni elemento di arredo segue un design originale e tutte le finiture sono state realizzate in conformità alle combinazioni di colori e alla scelta dei materiali. Ogni letto è sormontato da una testata ad arco per creare un’atmosfera intima, forma che caratterizza anche gli schienali dei divani. Ogni camera ha un tavolo ovale su ruote, che può essere utilizzato come scrivania mobile o come tavolo da pranzo per il servizio in camera, in base alle esigenze individuali di ogni ospite. Le pareti dei bagni sono interamente rivestite in marmo bianco italiano, con sfumature e motivi che variano in base alla categoria della camera. Alcuni bagni vantano caratteristiche distintive ma, in tutte le camere, i servizi igienici e i bagni sono separati.

Un ulteriore tributo al design milanese è presente anche nelle suite dedicate ai maestri Gio Ponti e Piero Fornasetti, personali riferimenti per l’attività degli architetti Citterio e Viel. Mentre la prima suite, interamente rivestita di boiserie di legno di noce, omaggia la tradizione razionalista milanese, la Suite Fornasetti, la cui concezione si sviluppa intorno ai pezzi iconici del maestro, offre agli ospiti un soggiorno stravagante.

Senza dubbio per Citterio e Viel – il cui studio di architettura è cresciuto enormemente negli ultimi anni, con una serie di progetti su larga scala e radicati in tutto il mondo – il Mandarin Oriental ha rappresentato un’esperienza più intima e personale, fortemente legata all’amore per la propria città e per la sua storia: un’occasione per riscoprire le proprie radici e progettare a partire da un’idea di abitare tutta italiana, dove la cura per i dettagli e la centralità dei gesti quotidiani generano gli spazi e determinano la qualità degli interni.

Antonio Citterio Patricia Viel

Work
Mandarin Oriental, interiors

Client
Gruppo Statuto

Location
Milan, Italy

Project Year
2015

Architecture and Design
Antonio Citterio, Patricia Viel

Size and total area
12.000 m2

Image credits
Massimo Listri
Courtesy of Mandarin Oriental

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