House #11 II: nuovi spazi e antichi rimandi

di Marianna Ascolese

Compasses Magazine

Beautbureau è uno studio di architettura e design con sede a Bangkok, fondato dall’architetto Bea Supaporn Vithayathawornwong, che coniuga all’interno dei differenti lavori la ricerca accurata di materiali, tecniche di fabbricazione e uno studio attento del contesto umano e sociale.
Oggetti, mobili, installazioni ed edifici rappresentano validi pretesti per sperimentare e ricercare nuove tecniche e nuove forme spaziali.

In un piccolo lotto di Bangkok si trova uno degli ultimi lavori dello studio tailandese che, attraverso successivi eventi e stratificazioni, racconta la storia di più case, tenute insieme dalla memoria e dal tempo che risiedono nelle più antiche e mutevoli forme di abitare i luoghi.

Il primo proprietario di quest’area era un architetto e aveva costruito una piccola casa a due piani che ospitava una famiglia di cinque persone che, dopo un trasferimento, lascia la casa in una condizione di trascuratezza e incuria, aspetti che conducono in poco tempo a una completa demolizione.
L’area abbandonata, dopo circa vent’anni, viene riattivata da uno dei fratelli del proprietario che propone la costruzione di una nuova casa.

Nell’area di circa 500 m2 il progetto per la House #11 II prova a restituire una nuova forma allo spazio vuoto lasciato dalla demolizione, per riconfigurare l’innesto urbano.
Il precedente impianto a “L” della casa viene riproposto nella pianta del nuovo progetto con l’aggiunta di un ulteriore blocco che completa l’angolo dell’isolato.
Lo schema si struttura a partire da una griglia regolare capace di ammagliare i nuovi blocchi e di riconfigurare l’unità spaziale caratterizzata da una sequenza di pieni e vuoti, scanditi da stanze e corti interne che si sovrappongono a terrazze e stanze private.

La casa si arretra dal filo della strada su entrambi i lati del lotto definendo così uno spazio soglia che attraverso una sequenza di muri e di frame metallici enfatizza la contrapposizione tra la condizione interna più privata e lo spazio esterno più pubblico.

All’interno di questo “recinto-soglia”, House #11 II si caratterizza per un basamento compatto scandito da muri e grandi aperture che delimitano gli spazi aperti e per un susseguirsi di stanze in rapporto continuo tra l’interno e l’esterno.

Al piano terra, la sequenza di spazi ospita le funzioni più pubbliche della casa: l’ingresso, un ampio soggiorno, la cucina, uno spazio comune, una stanza per gli ospiti, un garage e i servizi.
Questi spazi sono direttamente connessi ai patii che si alternano tra stanze aperte e pavimentate e giardini più verdi e naturali.
Il basamento, compatto e ben scandito, si collega attraverso un sistema di scale aperte alle stanze del primo piano che definiscono il vero carattere della nuova architettura.

I blocchi sono immaginati come veri e propri padiglioni poggiati sul basamento solido e materico, caratterizzati da un sistema di facciate a graticcio che conferisce una nuova riconoscibilità all’intervento.
La ricerca e la sperimentazione della facciata, realizzata con pannelli prefabbricati in legno composito, si rifà al metodo di fabbricazione dei pannelli di legno Fa Pakon che costituiscono le pareti della vernacolare e tipica casa tailandese Ruen Thai.
Riletto in chiave contemporanea nelle forme e nella scelta del colore scuro e desaturato, il graticcio scandisce i nuovi volumi aggiunti e definisce una sequenza spaziale compatta ma articolata dei blocchi differenziandosi in maniera esplicita dal basamento.

Il primo piano ospita le tre camere da letto disposte in adiacenza all’edificio confinante, mentre il padiglione per lo studio si colloca nell’angolo libero e si relaziona in modo più diretto con la strada e il contesto.
Una sequenza di terrazze, verande e passerelle collega i diversi padiglioni caratterizzati da soffitti molto alti e generose aperture che si confrontano con gli spazi esterni della città e i patii della casa.
Il graticcio in legno nero abbraccia i padiglioni e le terrazze alternando un frame fatto da pareti opache nere e parti vetrate che consentono di illuminare gli ambienti interni.

Il rimando all’architettura antica della Ruen Thai tradotta in chiave contemporanea non è esplicitato solo nella scelta dei materiali e nella sperimentazione costruttiva, ma è evidente anche nella sequenza distributiva degli ambienti. Infatti, i padiglioni, come elementi quasi autonomi, sono definiti dalle camere da letto (Ruen Non), soggiorno e zona pranzo (Hor Nang), cucina (Ruen Krua), che si sviluppano intorno ad una terrazza aperta (Charn) disposta su una piattaforma elevata.

Mentre al disotto del padiglione riservato allo studio si trova uno spazio che si può declinare in diversi usi grazie all’utilizzo di partizioni scorrevoli che calibrano i diversi spazi e si relazionano in maniera continua, attraverso le ampie vetrate, all’esterno. In particolare, questo spazio evoca il tipico piano che si trova al di sotto della piattaforma (Tai Thun) della Ruen Thai, capace anch’esso di adattarsi e trasformarsi a diverse condizioni di uso.

House #11 II, in maniera ricercata e mai troppo esplicita, intende narrare la storia della sua evoluzione ed evocare le radici di un modo di abitare lo spazio interno che si fonda nelle più tradizionali case tailandesi.
Nel progetto emergono cura e attenzione non solo per la composizione degli spazi interni ed esterni, ma anche per i materiali che li delimitano: il legno composito della facciata e dei pavimenti degli spazi esterni si contrappone al tipico marmo tailandese che ripercorre alcuni elementi degli ambienti interni, gli infissi e le porte in legno, gli accessori in ottone, l’intonaco che delimita le pareti del basamento. Una commistione che evoca continui rimandi e contrapposizioni tra l’antico e il nuovo.

Work
House #11 II

Location
Bangkok, Thailand

Project Year
2020

Architecture and Design
Beautbureau

Architect
Bea Supaporn Vithayathawornwong

Project Team
Thai Wannasawang, Palm Nantawat Siritip

Engineering
Structural engineer: Next Innovation

Engineering Additional Functions
Interior designer: Beautbureau
Main Contractor: Siam PYC Engineering

Size and total area
550 m2

Image credits
Spaceshift Studio

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