Luci che misurano lo spazio

di Nicoletta Faccitondo

Compasses Magazine

Nella Bourse de Commerce di Parigi, nuovo museo di arte contemporanea della Collezione Pinault, la cura dell’illuminazione affidata a Ronan ed Erwan Bouroullec è un progetto nel progetto

Il complesso lavoro sulla riconversione, concepita da Pinault insieme a Jean-Jacques Aillagon e Martin Bethenod, vede la partecipazione dei due designer accanto a Tadao Ando, autore della ristrutturazione dell’edificio, con elaborate creazioni di luce per ingresso, scale monumentali e ristorante, realizzate da Flos Bespoke.

L’installazione dei Bouroullec è approdo finale di un’evidente attenta riflessione e sviluppo di tecniche di avanguardia che miscelano lo stato dell’arte con la sapienza artigianale.
Le scelte sono calibrate a partire dai vincoli e dalle difficoltà del contesto, trovando un punto di contatto tra il duplice confronto che il progetto delle luci si trova ad affrontare: verso lo spazio storico del XVIII secolo da un lato, punto di riferimento nel panorama parigino, e verso l’innesto contemporaneo di Tadao Ando dall’altro.
Il progetto è risultato quindi dell’equilibrio trovato fra le due diverse personalità dell’edificio, l’antica e la moderna, e si modella secondo un percorso che accompagna il visitatore, snodandosi attraverso tre ambienti illuminati, che diventano tre momenti di scoperta e misura dello spazio. I segmenti luminosi si articolano infatti attraverso le tre aree di passaggio dell’edificio, complementari rispetto a quelle espositive; i designer hanno quindi deciso di lavorare non solo sul disegno della luce, ma anche sull’impatto scenografico degli apparecchi luminosi stessi immaginandoli non solo accesi, ma soprattutto spenti; pensando alla maggior parte dei momenti della giornata in cui il museo è attraversato da flussi di visitatori, ma non è necessaria la luce artificiale.

Fondamentale è stata quindi la realizzazione tecnica, di cui si è occupata Flos Bespoke, che consente di ottenere un sistema di illuminazione al pari di sculture, o complementi di arredo, che coadiuvano la definizione dello spazio, sia con l’attraversamento di luce, sia senza.
Collaborando da molti anni con Flos, è stato naturale per i Bouroullec chiedere all’azienda di lavorare insieme anche per questo importante progetto. Flos Bespoke è in particolare la divisione del Gruppo Flos che si dedica al contract e che consente di sviluppare soluzioni anche per progetti di grandi dimensioni, con un’altissima possibilità di personalizzazione o taglio su misura dei prodotti, fino alla produzione di soluzioni uniche, per le più complesse esigenze architettoniche.
«Come in ogni progetto sviluppato con Flos, grazie alle sue straordinarie capacità tecniche, siamo riusciti a risolvere i problemi che questo progetto complesso ci presentava man mano e a mettere a frutto l’inventiva reciproca» affermano i designer.

Per l’androne d’entrata è stata scelta Horizontal Light: un groupage di cinque elementi tubolari in vetro, lunghi sei metri l’uno e paralleli fra loro, sospesi a soffitto. Ciascun tubo è incastrato all’interno di una sottile e delicata struttura in alluminio, ma la spettacolare tecnica che dona carattere all’intero progetto è nel vetro, realizzato a Murano tramite colata, donando alla superficie delle disomogeneità che invece di essere difetti diventato qui potenza espressiva, che si trasmette nei riverberi del materiale, a luci accese o meno. «Non si tratta di un vetro tecnico», spiegano Ronan e Erwan Bouroullec, «ma di un materiale mai uguale a sé stesso, inserito in estrusioni di alluminio. Il risultato che volevamo ottenere era preciso ma allo stesso tempo fluttuante e vibrante, proprio come lo spazio che lo accoglie». Le cinque linee di luce sono cinque segni ritmati che riempiono e misurano il soffitto, esaltandone gli spettacolari decori.

Negli spazi delle scale i principi vengono mantenuti, ma specchiati, dalle Vertical Light: cinque tubolari uniti a pentagono per le due scalinate ai lati dell’ingresso, e tre collegati a triangolo per la scenografica e sinuosa scalinata C, monumentale.
Qui la disposizione del gruppo percorre tutti i diciassette metri dello spazio a tutta altezza, sospendendosi nella parte inferiore. La personalizzazione degli elementi viene utilizzata per potenziarne l’effetto: nelle parole dei designer «Per questi enormi chandelier abbiamo scelto una lavorazione più precisa per il vetro rispetto a quello delle Horizontal Light. Anche l’alluminio è più delicato e fine: il vetro è stato soffiato con grandissima cura negli stampi ed è protetto dalla griglia di metallo per un effetto conchiglia».
Accompagnando il visitatore per tutta la salita, le luci nel vano scala consentono di essere ammirate da punti di vista differenti, in una progressione cangiante che dispiega lo spazio in cui sono contenute: viste dall’alto sono asse ideale di rivoluzione della rampa, che misura le curve; osservate dal basso sono invece installazione diffusa nell’aria, più morbida ed evanescente.

Le Vertical Light sono parzialmente usate anche nell’area ristorante, appartenente interamente all’intervento di trasformazione, dove inoltre ogni tavolo viene dotato da lampade semplici e minimali, portatili e ricaricabili, con una base in ferro battuto e una sorgente di luce molto morbida, che semplifica l’illuminazione con l’eliminazione dei cavi e rende più intimo e accogliente l’ambiente.

I Bouroullec, con il metodo che li contraddistingue, hanno lavorato sul bilanciamento degli elementi, e sul potenziamento del potere percettivo delle luci: «Non dovendoci occupare delle aree tecniche abbiamo lavorato sulla sensualità, sul colore della luce e sul modo in cui dialoga con i dettagli dell’architettura d’epoca che Tadao Ando ha riportato agli antichi splendori».

L’intero intervento è guidato da Tadao Ando Architect & Associates, con NeM / Niney & Marca Architectes e Pierre-Antoine Gatier, capo architetto del patrimonio nazionale francese e, dopo diversi rinvii causati dall’emergenza sanitaria, è aperto e ammirabile dal pubblico da maggio di quest’anno.

Photo by Tommaso Sartori

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